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Tutto l’Occidente, con spaventosa baldanza, si rallegra di aver gettato nel cestino la proposta di pace cinese qualche giorno fa e lo ribadisce in occasione della visita moscovita del presidente cinese: in poche parole Washington ha scelto, imposto e deciso che la guerra in corso deve diventare mondiale. Mi sembra tragico, triste e terribile. Non lo scrivo a cuor leggero. Non è la mia una sventurata e apocalittica profezia, i morti, donne, uomini, anziani e bambini son un fatto tremendamente disperante, la mia è solo una sconsolata e affranta constatazione, peggiorata dalla rincorsa britannica alle armi all’uranio impoverito, come se il loro portato di morte e distruzione fosse sconosciuto.
La Cina Popolare ha proposto e propone un perfetto piano di pace, che parte da un non eludibile cessate il fuoco lungo i confini di attuale presenza delle truppe di entrambe le parti, non solo in Ucraina, ma anche in Yemen e in mille altri angoli della terra in cui l’unipolarismo atlantico aggredisce la costruzione di mondo multipolare e di pace.

Vale la pena leggere i punti salienti della proposta cinese:

Rispettare la sovranità di tutti i paesi. Le leggi internazionali riconosciute, compresi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, dovrebbero essere rigorosamente osservate. Abbandonare la mentalità della guerra fredda. La sicurezza di un paese non può andare a scapito della sicurezza di altri paesi e la sicurezza regionale non può essere garantita rafforzando o addirittura espandendo i blocchi militari. I legittimi interessi e le preoccupazioni di sicurezza di tutti i paesi dovrebbero essere presi sul serio e adeguatamente affrontati. Problemi complessi non hanno soluzioni semplici. Dovremmo aderire a un concetto di sicurezza comune, globale, cooperativo e sostenibile, concentrarci sulla stabilità a lungo termine del mondo, promuovere la costruzione di un’architettura di sicurezza europea equilibrata, efficace e sostenibile. Cessare il fuoco e smettere di combattere. Avviare colloqui di pace. Il dialogo e il negoziato sono l’unica via d’uscita praticabile per risolvere la crisi ucraina. Risolvere la crisi umanitaria. Mantenere la sicurezza delle centrali nucleari. Opporsi agli attacchi armati contro impianti nucleari pacifici come le centrali nucleari. Ridurre i rischi strategici. Le armi nucleari non possono essere usate e la guerra nucleare non può essere combattuta. Garantire l’esportazione di grano. Stop alle sanzioni unilaterali. Le sanzioni unilaterali e le pressioni estreme non solo non risolveranno i problemi, ma ne creeranno di nuovi. Opporsi a qualsiasi sanzione unilaterale non autorizzata dal Consiglio di Sicurezza. Garantire la stabilità delle filiere industriali e di approvvigionamento.

Il Fatto Quotidiano ha demenzialmente scritto che “in una parte consistente del mondo - specie in Africa e America latina - il pragmatismo illiberale della Cina conserva un fascino enorme”, potremmo aggiungere l’Asia, ma non è pragmatismo illiberale, è la differenza tra la cultura dei cowboy dell’imperialismo unipolare, ovvero rubare le materie prime energetiche e alimentari e poi regale musica e film spiegando che si è i più democratici del mondo, oppure arrivare, rispettare le culture, le tradizioni e le religioni, pagare venti volte di più quelle materie prime, proporre una cooperazione in cui si decida insieme il destino dell’umanità. Nel mondo Cina e Russia sono amate e rispettate non perché sono illiberali, ma perché rispettano gli altri popoli e le altre nazioni, l’Occidente, che dice di essere democratico e liberale, si comporta ancora come uno schifoso colonialista e per questo non ha agli occhi del mondo nessuna credibilità.