Dopo otto anni di indicibili sofferenze e persecuzioni delle popolazioni russofone del Donbass, costate 14.000 vittime, in seguito al golpe neonazista a Kiev, ispirato dall’imperialismo USA ed UE, tramite la NATO, il 4 luglio la notizia del giorno è stata che il Lugansk è liberato e, sul suo territorio, sventolano le bandiere della Repubblica Popolare e quella rossa, con falce, martello e stella a cinque punte, della vittoria contro il nazismo.
Si tratta di una significativa vittoria politica e militare, dopo il riconoscimento, da parte della Federazione Russa, delle Repubbliche Popolari del Donbass, e l’intervento, in loro soccorso, come stabilito dai Trattati di reciproco riconoscimento, proprio mentre il governo ucraino aveva predisposto, e stava per dare attuazione operativa, all’intervento militare di 33 brigate meccanizzate dell’esercito ucraino, per un ammontare di 150.000 uomini, finalizzato alla liquidazione di tali Repubbliche con un nuovo e definitivo bagno di sangue.
Le cose sono andate e si stanno svolgendo in modo diverso da quanto auspicato e predisposto dall’imperialismo USA ed UE, tramite la NATO e il suo fantoccio Zelensky.
La gente, all’ingresso dei liberatori dei territori occupati, esplode in un vero e proprio moto corale di gioia collettiva, incontrando e salutando, fra di essi, molto spesso, amici e parenti che non vedeva da otto anni, separati dal muro di odio e persecuzione instaurato dal governo reazionario di Kiev, in seguito al golpe del 2014.
Tornano le antiche bandiere, gli inni e gli ideali democratici e antifascisti, in cui quelle popolazioni hanno sempre creduto, come del resto la maggioranza del popolo ucraino.
Torna la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale, dei popoli, contro la volontà di dominio dell’imperialismo USA ed UE.
Torna la possibilità della costruzione di una società di liberi e uguali, sempre sognata e auspicata dai popoli, dai lavoratori e dalle lavoratrici del mondo intero, a partire dalla vittoria contro il nazifascismo, nel 1945, con l’ingresso della Armata Rossa dell’Unione Sovietica, a Berlino.
Lo scontro armato, in Donbass, dopo la liberazione dei territori della Repubblica Popolare di Lugansk, si concentra ora nei territori della Repubblica Popolare di Donetsk, e quello intorno a Siviersk è il settore più attivo.
I russi, hanno distrutto tutte le sacche di resistenza delle truppe ucraine, intorno a Lysychansk, caduta dieci giorni fa, e sono avanzati conquistando Bilohortivka e puntando sulla zona di Yampil, con l’obiettivo di attaccare Siviersk da nord, conquistare posizioni a ovest, prima di puntare su Sloviansk.
La campagna militare russa, fatta di uso massiccio dell’artiglieria, per la liberazione di un villaggio dopo l’altro, ha dimostrato di funzionare, infliggendo alle truppe occupanti ucraine tante perdite di uomini e mezzi, anche in seguito a decisioni dei vertici dello Stato maggiore ucraino, che i comandanti sul campo giudicano sbagliate e che gli stessi militari dei reparti giudicano tali, come le forme di resistenza, ad oltranza, che hanno provocato una forte decimazione dei reparti stessi.
L’aspetto principale dello scontro militare in Donbass, tuttavia, è dato dal fatto che le truppe russe, combattono sul “loro” territorio, appoggiate e sostenute dalle popolazioni locali, che si sentono parte integrante della Federazione Russa, mentre le truppe ucraine, vengono viste come “occupanti” di territori che non appartengono loro.
Così procede, giorno per giorno, la lenta ma inesorabile campagna di liberazione del Donbass da parte delle truppe russe, in un contesto di rinnovata partecipazione popolare, contrassegnata dagli ideali democratici e antifascisti, che vede, in ogni villaggio liberato, issate le insegne russe e delle Repubbliche popolari.
Così è destinata a procedere l’operazione militare russa, per la liberazione totale del Donbass e per un’Ucraina libera, sovrana e indipendente, dal giogo del dominio dell’imperialismo USA ed UE, tramite la NATO!!!
Viva le Repubbliche Popolari del Donbass, libere e sovrane!
Viva la lotta dei popoli e degli Stati sovrani, del mondo intero, contro l’imperialismo Usa ed Ue.
Viva la lotta della classe operaia, dei lavoratori e delle lavoratrici, contro il capitalismo, l’imperialismo e per il socialismo!

