Le vere ragioni dell’impazzimento occidentale sono ben collocate nella finanza e nell’economia.
Il mondo non è più quello unipolare a comando unico imperiale USA e occidentale.
Dopo l’89 e il crollo dell’URSS, quando addirittura si parlò di “fine della storia” (epitaffio inverecondo coniato da Francis Fukuyama, che sosteneva che il mondo aveva raggiunto il suo assetto definitivo globale), il ventunesimo secolo con le dure repliche della storia si indirizza, pur tra tante contraddizioni, in un’altra direzione che comunque a me appare quella più giusta se si vuole affermare un futuro per questo pianeta all’insegna della pace, della convivenza umana e del progresso per tutti e tutte.
Nuovi protagonisti emergono a cominciare dalla Cina, ormai la più grande potenza economica, insieme a tanti altri grandi Paesi come l’India, che non vogliono certamente essere incatenati al giogo americano.
Non a caso, nei nuovi rapporti di forza economici, si comincia a parlare anche di dedollarizzazione negli scambi internazionali, uno smacco che ovviamente le autorità statunitensi non accettano poiché temono che il ruolo del dollaro nel mondo venga notevolmente indebolito a causa del nuovo asse Cina-Russia-Arabia Saudita-India e dei paesi che rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione mondiale.
La Russia e l’Arabia Saudita sono i maggiori esportatori di petrolio al mondo. La Cina è il più grande importatore di petrolio al mondo. L’India cresce sempre più e si libera dal colonialismo inglese.
Russia e Cina vogliono soppiantare il dollaro e hanno già completato più della metà dei loro accordi energetici in altre valute. Recentemente si è saputo che l’Arabia Saudita intende fornire petrolio alla Cina in yuan. Il rifiuto del dollaro da parte di questi paesi potrebbe distruggere il modello economico statunitense.
L’accerchiamento della Russia e l’uso del fantoccio neonazista Zelensky e dell’Ucraina per una guerra per procura è stato un errore gravissimo e imperdonabile degli USA e dell’Occidente, segno di una miopia politica senza limiti, a dimostrazione che la loro gigantesca ignoranza storica e culturale, dimostrata in questi decenni, non può avere alcun paragone con la storia di un paese come la Russia custode geloso della sua indipendenza e sovranità, né può spiantare una cultura e una civiltà tra le più antiche del mondo come quella cinese.
Nei giorni scorsi Biden, consigliato evidentemente da qualcuno che comincia a vedere il frontale che si avvicina per gli USA, ha cercato insistentemente i tutti i modi di fare pressioni sulla Cina per un cambio di posizioni. È ricorso a tutto l’armamentario solito americano: minacce, lusinghe, avvertimenti e quant’altro. Non ha ottenuto niente.
La giornalista cinese Liu Xin ha voluto tradurre a tutti noi in modo efficace le richieste USA alla Cina sulla crisi Ucraina: “Potete aiutarci a combattere il vostro amico in modo che io possa poi concentrarmi a combattere voi?”.
In questa fase, inoltre, il capolavoro gli Stati Uniti lo hanno compiuto quando hanno lanciato un meccanismo di autodistruzione con le sanzioni contro la Russia, che noi italiani siamo i primi a pagare, a causa e per responsabilità di un governo servo e guerrafondaio, nemico della pace e nemico del popolo.
E mi piace, infine, ricordare che, se finalmente con l’avvento del terzo millennio si può aprire un’altra pagina della storia, ciò lo dobbiamo a chi ha avuto il coraggio e la capacità di resistere all’imperialismo dominante, dopo le sconfitte disastrose a cavallo degli anni ’90.
Non finirò mai di ringraziare e di sostenere Cuba e il comandante Fidel Castro e tutti coloro che hanno resistito senza piegarsi mai in America Latina, in Asia e in Africa.
Grazie e Onore a loro.


