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Tre giorni intensi ove si sono susseguite manifestazioni ufficiali alla presenza della nostra Brigata, del Partito Comunista Bielorusso e del Presidente Lukashenko.

L’8 Maggio per il giorno della bandiera abbiamo assistito in piazza all’’omaggio che il Popolo e le autorità hanno fatto al vessillo nazionale in cui il Presidente ha voluto ribadire i suoi valori di indipendenza, libertà, giustizia ed antifascismo che esso rappresenta sventolano nel cielo limpido ed assolato di Minsk.

Ha ribadito, poi, Lukashenko, che i colori della bandiera si contrappongono “partigianamente” al vessillo che i nazionalisti e l’occidente vorrebbe al posto di quella ufficiale, i colori rosso e bianco sono inaccettabili nella misura in cui le tinte che ricordano i colori polacchi sono il simbolo dell’invasione dei nazisti nella grande guerra patriottica e rappresentano inoltre un attacco ai valori tradizionali sovietici che il paese Bielorusso è ancora fiero di portare con sé nell’avvenire.

La visita ufficiale della Brigata nel pomeriggio con il Partito Comunista Bielorusso, presso il monumento all’Eroe caduto contro i nazisti, Nicolai Gastello, ha caratterizzato un momento di commemorazione che ha unito in un grande e fraterno abbraccio tutta la delegazione ed ha sancito un ulteriore passo avanti nei rapporti tra PS e PCB.

Le parole che ci siamo scambiati sono sorte come una promessa, come un giuramento a proseguire la missione di scacciare i nazisti finché continueranno ad esistere e ad essere alimentati dall’imperialismo.

L’Unità di intenti dei nostri movimenti ribadito dal Compagno Vitali ed il bisogno di avere ancora eroi in questa continua lotta di Liberazione ha fatto da contenuto solenne durante la deposizione dei fiori all’Eroe rivoluzionario caduto.

Il 9 maggio la delegazione ha portato con orgoglio il vessillo Italiano, quello degli Arditi del Popolo e la bandiera Rossa nella Piazza della Vittoria, la, Brigata, al fianco del PCB e del suo Segretario del Comitato Centrale Nicolai, è del Primo Segretario Sokol ha cui abbiamo donato la nostra, Bandiera, così ha marciato con il cuore e gli stendardi al vento fino all’altare della fiamma eterna in cui si è celebrato insieme il passaggio degli Eroi pluridecorati della Grande Guerra Patriottica. Il Reggimento Immortare, ha intonato al suo passaggio gli Urrà che hanno coperto ogni rumore che non ricordasse la vittoria sui Nazisti e tutti i loro collaboratori.

Nella piazza gremita di giovani in divisa e di uomini e donne con le foto dei propri caduti si sono udite, nel silenzio, le parole del Presidente Lukashenko, che non soltanto ha ribadito il carattere pacifico del paese Bielorusso, la volontà che i popoli possano vivere in pace, la necessità di una Pace Stabile che porti rispetto a tutti i popoli in egual misura e ai propri governi legittima espressione dei popoli liberi ma anche fatto un monito ai popoli fratelli d’Europa che non si facciano ingannare dai governi che in questo momento stanno cercando di alimentare la fiamma del conflitto e che vengono impoveriti da manovre economiche che precludono mercati liberi ed importanti e che tali manovre occorrono a finanziare neonazisti che conducono una guerra fratricida.

Un tripudio di bandiere, di nastri della vittoria e di fiori bianchi rossi e verdi ha sciolto così la piazza permettono alle comunità presenti e alla nostra brigata di fondersi con il sentimento della popolazione, intonando canti dei loro e dei nostri partigiani insieme ognuno nelle proprie lingue, ciascuno ricordando i propri morti, ma con l’intento stesso di non permettere più a nessun fascismo di esistere tra i popoli. Sguardi di Orgoglio e di amore tra i nostri popoli hanno rischiarato ancora il cielo di Minsk sapendo insieme che il sol dell’avvenire nasce per tutti e due dietro la stessa collina della gloria, dal coraggio dalla speranza e dalla Vittoria.

Dopo aver risposto alle domande dei media nazionali, agenzie di stampa e tv nazionali per le quali siamo stati onorati della richiesta di poter tradurre da parte dell’ex ambasciatore presso l’Italia Vladimir Vasilkov, che vogliamo ancora ringraziare per averci aiutato in tutto a permettere questo viaggio memorabile e quello della scorsa delegazione, durante le elezioni costituzionali, alle quali, chi vi scrive, ha avuto l’onore di potervi partecipare come osservatori insieme al presidente dell’Associazione Matteo Peggio ed al Senatore Emanuele Dessí.

Il ruolo della Brigata era quello di condurre un atto di solidarietà verso un paese che è stato colpito dalle sanzioni in maniera totalmente arbitraria, soltanto perché il suo popolo appartiene a quella comunità russa e a quella tradizione Socialista che li ha, per altro, resi i liberatori d’Europa. Crediamo sempre più che l’attacco che si sta rivolgendo verso il mondo russo non abbia molto a che vedere con le condizione di democrazia dei paesi, noi siamo testimoni reali che la democrazia è ben salda in Bielorussia e che le preoccupazioni sull’ opposizione interna alla Russia non abbiano motivo di esistere, noi stessi siamo fraterni sostenitori del Partito Comunista della Federazione Russa che è la più forte opposizione al governo di Putin ma questo non lo rende comunque un sostenitori della NATO e tantomeno un traditori del proprio popolo in una situazione in cui le genti di lingua russa sono soggetti a regole discriminatorie e razziste. Tutto questo ci sembra servire sempre di più a proteggere dei mercati occidentali che hanno mostrato le loro contraddizioni attraverso una continua crisi che li accomuna e che porta ogni giorno una minaccia al potere di acquisto e di libererà dei popoli europei. Le crisi e la pandemia hanno inciso sui profitti degli Stati Uniti d’America e sulla loro “simpatia” verso i popoli ed alcuni governi d’Europa che hanno, pertanto, rivolto le loro attenzioni verso paesi e mercati quali quello russo è quello cinese. Conseguenza, stranamente casuale, è stata l’inasprirsi delle minacce di espansione della NATO che attraverso l’ingerenza dei massacri verso i popoli del Donbass hanno prodotto un intervento,che certamente non avremmo voluto vedere e che ci auguriamo possa concludersi a breve. Ma è altresì curioso come da decenni, il lavorio della NATO abbia avuto soprattutto un impatto culturale, un imperativo ideologico che però fallisce ogni giorno, basta leggere i dati sul consenso popolare verso l’invio di Armi al governo Zelensky. Inoltre assai curioso è che quando gli States perdono credibilità e quote di libero mercato questa libertà di mercato cessa di avere quell’autonomia dettata da Adam Smith e si faccia ricorso all’intervento dei governi e degli eserciti per stabilizzare economie che dovrebbero essere scevri dal controllo governativo.

Infine è decisamente stucchevole che gli attacchi dell’ideologia della NATO giungano ancora e sempre verso quei paesi di tradizione Socialista o di vocazione rivoluzionaria e democratica ogni qualvolta si rafforzano in un contesto di mercati multipolari. Matematico è l’attacco a quei paesi la cui tradizione Socialista è ancora viva, spesso nelle loro strutture governative, spesso come espressione di partiti di maggioranza spesso per il concepimento di una economia che riduca il più possibile lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, tali casi, fatalità, fanno finire nella stessa trincea paesi quali Cuba, Nicaragua, Venezuela, Donbass, Cina ed infine la Bielorussia il cui “Socialismo di mercato” gli consente di avere un’economia che potrebbe essere un simbolo di liberazione d’Europa, in fondo l’esempio, il buon esempio è sempre la minaccia peggiore per chi ottusamente rifiuta un cambiamento di rotta politica ed economica come ad esempio l’occidente a capitalismo avanzato, i cui avanzi si stanno deteriorando nelle celle frigorifere della NATO.

Noi non crediamo mai nell’esportazione di un sistema, i popoli, la loro storia la loro terra, la loro tradizione deve essere il modo per sviluppare la sua giustizia con un Potere adeguato, ma, sappiamo, lo ripetiamo, che la Bielorussia è un simbolo benevolo che oggi può infondere coraggio al Popolo dei lavoratori tutti, il suo legame, inoltre, con l’Italia, nella storia e nella passione lo rende un paese fraterno che ci auguriamo presto di poterlo rivivere in libertà, con uguaglianza e fratellanza. Lo spirito di questa Brigata ha saputo portare con sé tutto questo, io stesso sono stato fiero di avere condotto uomini e donne che hanno portato l’orgoglio nei propri occhi tra le strade Minsk e mi sento di ringraziare ognuno di loro per il sentimento, l’atmosfera che hanno costruito, sono certo che ciascuno di noi ha dato un grande contributo per la pace e l’elevazione dei popoli e ciascuno dei presenti, ciascuno a modo suo, oltre ad aver portato la memoria dei propri Partigiani a Minsk ha anche riportato a casa il suo giorno della Vittoria, ed il mio, il nostro AUGURIO, è che ce ne siano tanti di quei giorni.

Urrà! Urrà! Urrà!