TNT FedEx è uno dei principali colossi della logistica, con un utile superiore ai tre miliardi di dollari e una crescita anno su anno a doppia cifra, spinta dall’incredibile sviluppo del commercio online; direttamente o attraverso subfornitori, come ad esempio Zampieri, dà lavoro solamente in Italia a migliaia di persone.
Nonostante questo, TNT FedEx ha deciso da qualche anno di licenziare o trasferire centinaia di lavoratori e di chiudere centri logistici in una città per riaprirne altri a pochi chilometri di distanza; inoltre, TNT FedEX ha deciso di uscire da FEDIT, l’associazione di categoria, di modo da non sentirsi legata ad alcun accordo sottoscritto in precedenza e quindi aver le mani ancor più libere nell’implementazione di suoi implacabili piani industriali, che prevedono sempre più profitti da ottenersi, come sempre, sulla pelle dei lavoratori.
Ma questo non basta ai signori padroni.
Un paio di settimane fa a San Giuliano Milanese, e la notte scorsa a Tavazzano (Lodi), i lavoratori che presidiavano i cancelli dei magazzini Zampieri FedEx per manifestare in difesa dei loro diritti sono stati aggrediti da squadracce di picchiatori al soldo del padrone, che approfittando delle ore notturne nelle quali i presidi, per ovvie ragioni, risultano essere momentaneamente meno nutriti, li hanno caricati con estrema violenza facendo uso di armi quali bastoni, sassi, bottiglie e persino taser.
Le conseguenze? Lavoratori contusi e feriti anche gravemente, ed uno di loro all’ospedale in gravi condizioni a causa di un severo trauma craniofacciale.
Sembra quasi incredibile che nel terzo millennio possano accadere fatti che ci riportano indietro alla fine Ottocento e al ventennio fascista, eppure questo è ben successo, mostrandoci in maniera chiara e cristallina come il capitale, spinto dalla crisi sistemica in cui si dibatte, stia operando un ulteriore “salto di qualità”.
Nella fase del capitalismo in cui ci troviamo, infatti, il liberismo getta finalmente la maschera: ormai incapace di tollerare un pur minimo accenno di organizzazione e di lotta dei lavoratori per la tutela dei loro più elementari diritti, all’ipocrisia della “legalità borghese” con le sue mendaci pretese di mediare ogni conflitto attraverso la legge, i contratti ed i tribunali, comincia a sostituire tout court l’impiego di squadracce di nerboruti “bodyguard” (c’è chi sostiene che addirittura potrebbe trattarsi di guardie particolari giurate) armati di randelli e pronti a picchiare senza misericordia pur di imporre la “legge del padrone”.
Il tutto, ovviamente, sotto gli occhi divertiti delle “forze dell’ordine” che, se ancora non si uniscono alla violenza squadrista per dargli man forte, si guardano bene dall’intervenire per difendere gli aggrediti dagli aggressori, come la “legge borghese” loro imporrebbe, salvo intervenire, quando i giochi sono ormai fatti, per identificare non gli aggressori, beninteso, ma gli scioperanti e chi manifestava loro solidarietà.
Vogliamo poi parlare del silenzio assordante della stampa e televisione di regime? Provate a scorrere le pagine dei media di regime e troverete o imbarazzati silenzi o addirittura una spudorata inversione della verità, degna del miglior bispensiero orwelliano, secondo cui sarebbero stati i lavoratori licenziati ad aggredire i poveri ed indifesi dipendenti di FedEx.
È evidente come, a causa del crescente disagio sociale frutto dell’acuirsi della crisi sistemica in cui il capitale si dibatte, l’accelerazione del conflitto lavoro-capitale si stia radicalizzando, producendo da una parte la rimodulazione delle forme di aggregazione e di lotta dei lavoratori e dall’altra il ricorso ad ogni forma di intimidazione, compresa la violenza fisica, da parte del padronato.
Ma, e qui ci si consenta una forte sottolineatura, crediamo che sia importante che la lotta economica dei lavoratori, pur necessaria e sacrosanta, sia affiancata e per così dire nutrita da una lotta politica che gli dia nerbo e dimensione strategica, senza la quale è a nostro avviso inevitabilmente destinata a soccombere allo strapotere del padronato, come sempre spalleggiato dalle forze dell’ordine ed in buona sostanza dallo stato borghese.
Una lotta politica che può essere condotta solo da un partito comunista unitario forte, autorevole, ideologicamente omogeneo su posizioni marxiste e leniniste, capace di analizzare spassionatamente e profondamente, attraverso gli strumenti del materialismo dialettico e storico, la fase attuale, traendone proposte politiche concrete e lungimiranti, capaci di incidere realmente nella realtà odierna.
Quindi, mentre esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza ai lavoratori aggrediti e picchiati selvaggiamente dalle squadracce del padronato, vogliamo parimenti esortare con forza tutte le forze comuniste ideologicamente omogenee a superare le questioni che ancora ci dividono per raggiungere quell’unità e quella forza che questi tempi difficili e terribili ci impongono.

