Al Convegno su Hugo Chavez organizzato da “Cumpanis”
Messaggio dell’Incaricata d’Affari a.i. dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela In Italia
Maria Elena Uzzo Giannattasio

Buon pomeriggio a tutti.
Voglio innanzitutto ringraziare la rivista Cumpanis e il suo direttore, l’On. Fosco Giannini, per aver voluto rendere omaggio al ricordo del Comandante Hugo Chávez con questa manifestazione.
Desidero estendere il mio ringraziamento a tutti voi e, in modo particolare, alle autorità e rappresentanti diplomatici qui presenti: i rappresentanti dell’Ambasciata di Cuba e l’Ambasciatrice della Repubblica di Nicaragua, Monica Robelo Raffone, che presenterà i suoi saluti.
Ringrazio la coordinatrice della redazione nazionale della rivista Cumpanis, Laura Baldelli e gli oratori che hanno deciso di condividere con noi, attraverso le loro testimonianze ed esperienze dirette, il ricordo del Comandante Hugo Chávez, per riflettere sul suo lato umano, personale, ideologico e politico: Geraldina Colotti, corrispondente per l’Europa di “QuattroF”, il giornale del PSUV e del “Resumen Latinoamericano” e Gianmarco Pisa, esponente dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba.
In questo 10° Anniversario dalla Scomparsa fisica del Comandante Hugo Rafael Chávez Frías voglio iniziare ricordando la sua straordinaria capacità di amare: amò il suo popolo, la sua patria e l’umanità intera. Era un uomo cosciente dell’importanza della storia e della congiuntura politica che stava vivendo. Un uomo che ha osato rovesciare i tempi della dominazione imperiale e del capitalismo, abbattendo l’inerzia, il servilismo e il pessimismo.
Chávez era un uomo dal potere sorprendente, in grado di rivolgersi alle masse entrando in connessione e in dialogo con esse. La politica di Chávez, il fatto di aver dichiarato guerra alla povertà, di aver usato le rendite petrolifere per i poveri, fanno della sua persona una guida, un leader capace di far fonte ad anni di disdegno verso la politica, per avvicinare la gente alla gestione della “cosa pubblica”. Mai nessuno è riuscito a risvegliare il Venezuela, o l’elettorato venezuelano, meglio di lui.
Chávez ribadì immediatamente il compito dello Stato di realizzare misure di giustizia redistributiva e nazionalizzare i servizi, le risorse, la terra. Chávez chiamò fin da subito la società a dinamiche di partecipazione e mobilitazione dirette, proponendo la democrazia partecipativa. Nel 1999 fece approvare una nuova Costituzione.
Due furono i settori in cui Chávez decise subito di intervenire: quello agricolo e quello petrolifero. Dal punto di vista sociale il governo puntò molto sulle cosiddette “misiones”, volte a provvedere i quartieri più poveri di assistenza sanitaria, istruzione, prezzi calmierati dei
beni alimentari e piccoli crediti accordati alle attività artigianali. Il Presidente venezuelano fece sue le rivendicazioni delle classi subalterne instaurando un rapporto diretto con esse e occupandosi della loro integrazione nella vita nazionale. Tutto questo rappresentò la base del suo consenso.
Nel 2004, insieme a Cuba, diede vita all’ALBA (Alternativa Bolivariana para las Americas), un progetto di collaborazione politica, sociale ed economica con forti tratti antimperialisti, a cui in seguito si aggiungeranno Bolivia, Ecuador e Nicaragua. Chávez, nella sua visione politica, ha recuperato il pensiero critico latinoamericano, così come il contributo dei popoli nativi, del movimento ambientalista e del movimento delle donne al dibattito sulle alternative sistemiche come l’eco socialismo, forgiando la Rivoluzione Bolivariana.
La Rivoluzione Bolivariana ha portato a un cambiamento radicale per il Venezuela che, da Paese subordinato a interessi geostrategici stranieri, con livelli inaccettabili di povertà e disuguaglianza e con le risorse petrolifere nelle mani delle multinazionali, è diventato un esempio e una luce per l’America Latina e per il mondo intero.
Grazie alle sue politiche, il Venezuela riuscì ad eliminare l’analfabetismo, a ridurre la povertà, a raggiungere l’autosufficienza nella produzione alimentare, a garantire l’accesso all’istruzione e alla salute a tutta la popolazione; furono costruite più di 2 milioni di case e la classe operaia venezuelana, le donne, gli anziani e i giovani riscoprirono la propria dignità.
La lotta contro la povertà e la disoccupazione diedero risultati concreti: dal 1999 al 2011 la povertà assoluta diminuì dal 50% al 31%, e la disoccupazione dal 16% all’8%. Il 93% dei bambini iniziò a frequentare la scuola elementare e l’indigenza era passata dal 20% all’8,5%.
Altrettanto importanti furono le conquiste nella promozione dell’arte, la garanzia di accesso all’istruzione universitaria e alla cultura, il recupero del pensiero critico latinoamericano, così necessario alla battaglia ideologica politica, e i significativi progressi nell’uguaglianza di genere, nella realizzazione dei diritti dei popoli indigeni e afro-discendenti e nella lotta alla discriminazione come politica statale.
Fu recuperato il ruolo dello Stato come organo di governo delle politiche nazionali in una prospettiva socialista e umanista ed fu costruito un tessuto socio-organizzativo popolare,rivoluzionario e profondamente democratico, che non permetterà mai un ritorno alla resa, alla subordinazione imperiale o alla restaurazione dell’ordine oligarchico borghese. Sono stati vinti, legittimamente, ventidue processi elettorali, che hanno costituito le successive sconfitte politiche della destra venezuelana.
Il comandante Hugo Chávez ha operato profonde trasformazioni sociali che hanno permeato la vita pubblica nazionale, creando un sistema di Misiones e Grandes Misiones Sociales per rivendicare gli esclusi dall’istruzione, dalla salute, dall’alimentazione, dalla cultura e dallo sport. Allo stesso tempo, sono state recuperate e nazionalizzate le ricchezze naturali del Paese, precedentemente consegnate dai governi in carica alle grandi multinazionali. Inoltre, l’apparato produttivo e industriale del Paese è stato trasformato e modernizzato con tecnologie all’avanguardia.
Voglio ricordare anche le significative parole del Comandante Fidel Castro, leader e padre della Rivoluzione Cubana: “Chávez era un uomo nato al momento opportuno, nelle cui parole spiccavano la sua capacità, eloquenza, profondità di pensiero, la sua capacità di parlare, di persuadere, di convincere; aveva anche l’arte di far ridere, la qualità naturale di farci trascorrere momenti piacevoli, usando le battute giuste, raccontando aneddoti”. E ancora: “Hai promesso di tornare un giorno con obiettivi e sogni realizzati. Sei tornato e lo hai fatto come un gigante, non solo come leader del vittorioso processo rivoluzionario del tuo popolo, ma anche come personalità internazionale di rilievo, amata, ammirata e rispettata da milioni di persone nel mondo, e in modo speciale dalla nostra gente”.
Come Paese e come popolo, ciò che abbiamo imparato da Chávez è che la socializzazione dei mezzi di produzione, la diversificazione della produzione e la partecipazione del popolo alle decisioni economiche, dando dignità alla classe operaia, è un requisito fondamentale per combattere la disuguaglianza, il sovra sfruttamento e la subordinazione.
Abbiamo imparato che la democrazia non è una categoria chiusa, ma una dinamica socio- politica permanente che trasferisce e accresce il potere di partecipazione e decisione del popolo e deve necessariamente smantellare le relazioni patriarcali, classiste e razziste; abbiamo compreso che l’approccio per instaurare un nuovo modello civile e socialista deve necessariamente essere globale e articolato e che, in questa direzione, tutti dobbiamo compiere passi molto più chiari e incisivi.
L’eredità di Hugo Chávez è stata quella di aver lasciato una leadership collettiva alla Rivoluzione Bolivariana che oggi, sotto la guida del Presidente Nicolás Maduro e le forze rivoluzionarie e popolari del Venezuela, è in resistenza da più di 10 anni di fronte alla più forte aggressione economica e sociale che il Paese abbia ricevuto in tutta la sua storia.
Nonostante tutto, come diceva il nostro Comandante, “Oggi abbiamo una Patria, una Patria più viva che mai, e un Popolo consapevole di tutta la sua forza”. Per questo, concludo ricordando che Chávez è ancora qui con noi: “Chávez è un Popolo e Chávez siamo milioni”.
Cari compagni oggi Chávez vive in tutti noi!
Hasta la Victoria Siempre!
María Elena Uzzo


